La nonna dei boschi

Nonna

In una notte illuminata dalla Luna piena che riempiva il cielo, un capriolo dalle corna lunghe come i rami di un albero mi portò in una radura verde e rigogliosa.
Lì c’era un piccolo ruscello che sotto i raggi della Luna si trasformava in un filo d’argento.
Lo osservavo portare via le foglie morte come navi in viaggio quando vidi una donna anziana, vestita di veli scuri impreziositi di piccoli specchi. Aveva nella mano destra un bastone di legno scolpito, grande quanto lei, e sulla sua sommità troneggiava un meraviglioso cristallo di rocca, lucente come la Luna e le stelle.
Mi avvicinai a lei e la salutai con rispetto.
Lei mi disse:

“Presta attenzione alle mie parole, cara portatrice…
C’è una casetta di legno nel bosco, piccola e umile dalla quale la luce traspare dalle piccole e povere finestre. Malgrado le mura sottili di questa piccola baita, c’è molto calore in questa casetta, un fuoco che mai si spegne e che scalda il cuore.
Molte storie sono state raccontate qui: è piena di sogni, piena di sorrisi, piena di risate. Si sentono ancora i passi dei bambini che giocano su questo povero pavimento.
Oh quanti e quanti bei ricordi! E guarda sopra il focolare: quel pentolone…Quel pentolone è sempre pieno! Quel calderone è così profondo che dentro ci puoi vedere l’amore di una madre, profondo come lo è il cielo stellato.
Ci sono cose, bimba mia, che non si possono raccontare ma tu li potrai sognare!
Perché nella notte molte cose accadono. Ci sono bruchi che diventano farfalle, ci sono giocatoli che diventano draghi e che puoi cavalcare alto nei cieli. Ci sono sogni, bimba mia, che si possono realizzare!
L’importante è mantenere quelle stelle lucenti negli occhi perché quella è la bellezza del miracolo, quella è la bellezza della vita.
Tu l’hai visto; già da bimba l’ avevi sognato, tu te lo ricordi perché qui sei già venuta, bimba mia.
Tu conosci questo calore e tu hai già sbirciato dentro al mio calderone.
Ci hai visto molte cose, e al suo tempo hai preferito dimenticare…
Ma ora che sei grande e che nei passi della tua casa riconosci i tuoi passi da bimba, quei passi magici che ti fanno sorridere il cuore; tu ricordi.
Perché ci sono quelle stelle che ci vedi in quel bimbo bello che tu qua stai crescendo.
Ha le stelle negli occhi, le stesse stelle che brillavano nei tuoi.
Si bimba mia, non era un sogno. Perché esiste davvero questo mondo.
Tu sei già giunta in questa casetta perché noi ci siamo già incontrate. E così, ora, io giro nel mio calderone ,così che tu possa guardare di nuovo… Così la vita gira, come gira il mondo.
E ora, quando tu chiuderai gli occhi, tu vedrai mille colori, mille profumi, cose mai viste nella tua realtà. Ma ci sono cose che attraverso il mio calderone tu potrai portare: polvere di stelle, risate, e rumori di passi di bimbi che giocano… Chi lo sa?
Ma tu bimba mia, come le grandi meraviglie che hai visto da bimba, grandi meraviglie attraverso il mio calderone tu potrai portare nelle case.
Io ti benedico, figlia mia. Io sono stata per te una guida ma ora, il mio bastone passa a te perché ora il tempo è giunto di passare il Potere.
Il Potere delle Madri è un grande dono e tu sarai una guida saggia che potrà aprire gli occhi sul mondo.”

Così passò il suo bastone magico alla bimba che un tempo sognò il calderone della Nonna ed era tornata da adulta in quella piccola casetta di legno nel bosco.
E alzando lo sguardo verso il cielo si vedono ancora le stelle che raccontano storie di bimbi felici, di draghi, di giochi, di risate e sorrisi, di bimbe che diventano madri e guidano i loro figli attraverso i mondi…

(Storia originale scritta da Sandra Saporito. Tutti i i diritti riservati)

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